I tartari non arrivano.
Mi sono stancata di aspettarli.
Ho deciso di andare a prenderli.
Au revoir.
I tartari non arrivano.
Mi sono stancata di aspettarli.
Ho deciso di andare a prenderli.
Au revoir.
Hanno soppresso la pagina facebook dedicata a Charles Bukowski: lutto e disperazione.
Dopo una giornata svagata sono tornata a casa sotto una grandine di pensieri plumbei.
Arrivo. E’ arrivata anche la bolletta dell’Enel…minuti di panico, rassegnazione, la lingua pronta a scatenarsi in una salva di improperi e maledizioni a tutto il mondo…strappo la busta con mani nervose, mi cade di mano un’altra busta di auguri di Natale: la scadenza dell’ RC Auto (te manco ti apro che ho ancora un mese di tempo); tiro fuori la fattura…non vedo l’importo: dove cazzo ti hanno scritto??? MIRACOLO!!! non devo pagare niente, anzi, mi accreditano pure una trentina di luridissimi euro sul mio conto cianotico!
Chiusa questa felice parentesi mi rimetto in gramaglie per la sparizione di Hank.

Non è detto che gli anniversari debbano essere tutti tristi, questo non lo è stato. Basta vincere la tentazione che spinge all’autocommiserazione, basta smetterla di guardarsi testardamente alle spalle.
E’ andata. Sei andato.
Che potrei accontentarmi, no? Procurarmi una colla, riappiccicare tutto e rendere grazie al cielo per non essere sotto un ponte, sola e attaccata alla bottiglia. E’ che sono un’ingrata, evidentemente… mi vogliono bene, mi stimano, pensano che io abbia cose profonde da regalare, buoni consigli provenienti dai miei mondi paralleli, così sconosciuti per loro. Potessero farsi un giro turistico nei miei ‘mondi paralleli’ resterebbero sgomenti.
Io però non mi accontento. Ho un cane rabbioso dentro che mi morde a sangue. Che ne sanno di tutti i cerotti che devo applicare per non dissanguarmi?
Niente. E’ ‘sto mese di Maggio del cazzo che è funesto. Passerà e tornerò cretina come prima più di prima.
C’è che ho le palle piene di tutto, di me prima che degli altri, mi esco fuori dagli occhi come un rigurgito.
Non mi applico, perdo tempo, non ascolto, non vedo….prendimi a schiaffi, vedi se riesci a scuotermi, a cavare qualcosa di buono, mettimi a testa in giù e stai a guardare quel che esce fuori.
Mi scivolate addosso tutti, non me ne frega niente delle vostre vite, ho la mia da mandare a puttane, non ho tempo per le vostre inquietudini sono concentrata sulle mie, mi stanno tutte strette alla gola e dato che c’è un mezzo soffocamento in corso potrei anche pensare di usarla bene questa situazione, che ne so, un orgasmo mentre soffoco.
Ma muori stronza.
Quanto ti ho amato brutto mostro! Dio quanto…mi hai fatto compagnia, quasi esclusiva, per due anni, dal 1997 al 1999, anni dispari e infatti pure vicende ‘dispari’, nel bene e nel male.
Ti portavo ovunque in cuffia, ti portavo anche a letto e mi addormentavo con il volume sparato nei timpani. Non me n’è mai fregato niente di tutto l’armamentario satanista, quello che amavo era il furore dissacratorio, le urla che arrivavano dritte dallo stomaco e rimbalzavano negli occhi e poi su in testa…un delirio…un delirio solo mio che non eri pane per i miei amici, ma forse loro non lo erano per me o viceversa.
Comunque, dicevo, è durata due anni la mia sbandata poi, per molto tempo non sono più riuscita ad ascoltarti: troppo buio, troppo nero, un sudario…urgeva cambiare aria. Ho ricominciato ad ascoltarti negli ultimi anni, ogni tanto vengo a cercarti, rimetto le cuffie e alzo il volume….e ti/mi ritrovo lì dove ci siamo lasciati.